Testimonianze
Amadeus
Conduttore televisivo

La sera del 31 dicembre 2016 lo sguardo dell’Italia è stato puntato su Potenza, regina per una notte da piazza Mario Pagano. A fare da collante è stato il conduttore Amadeus, supportato da Teo Teocoli. Ravennate di nascita, siciliano di origini, Amedeo Umberto Sebastiani vive tra Roma e Milano e ha una moglie napoletana; per questo il presentatore si sente un italiano a tutto tondo e anche se in Basilicata c’è stato solo in occasione de “L’anno che verrà” trasmesso da Matera nel 2015, qui, ormai, si sente a casa.

Il tuo secondo capodanno in Basilicata, la tua prima volta a Potenza. Che impatto hai avuto con la città? Mi sono sentito accolto e atteso. Il potentino, come il lucano e l’italiano, ha un senso dell’ospitalità spiccato, famoso nel mondo. Un atteggiamento che ci rende diversi anche all’estero. Qui ho percepito ancora più forte questa capacità di accoglienza, di creare calore, famiglia, ma soprattutto ho conosciuto persone giustamente orgogliose della loro terra.

Il Capodanno Rai rappresenta una sorta di tradizione per gli italiani. Da Potenza e dalla Basilicata quale messaggio credi arriverà all’esterno? Io sono certo sarà l’occasione affinché la vostra città e la vostra terra siano conosciute, come meritano, in tutta Italia e nel mondo. Quelli in cui vivete sono posti da far vedere, non da tenere nascosti, perché le bellezze che custodite, come spesso accade, non sono conosciute neanche dalla gente del posto, e non è giusto. La vostra storia, la vostra cultura, le vostre tradizioni meritano di essere portate anche fuori di qui.

Potenza è una città di montagna, in più sei stato fortunato perché al calore della gente si è unito il freddo della sempre magica neve. Te l’aspettavi così?
Io mi aspettavo la neve, anzi ci speravo come un bambino. Quando sono partito mi sono detto: «Se proprio deve far freddo, spero ci sia anche la neve». Vivendo tra Milano e Roma non è facile trovare un clima puro come questo. Ovviamente mi auguro non nevichi in 31!

Da questo palco cosa speri di ricevere e cosa pensi tu di poter trasmettere? C’è grande curiosità in giro tra i potentini, oltre che un grande affetto per tutti noi, perché questo grande carrozzone ha sì un po’ invaso i vostri spazi, ma ha anche solleticato il vostro entusiasmo e di conseguenza il nostro. Ecco perché sono certo che la città, da casa o dalle postazioni in cui sono stati allestiti i maxi schermi, vivrà questo capodanno soddisfacendo la grande attesa. Quanto a me, il mio lavoro è fare intrattenimento, e credo sia anche quello che la gente si aspetta.

L’anno che stiamo per salutare lascerà strascichi dolorosi. Da piazza Mario Pagano, terrete compagnia anche alle regioni distrutte e provate dal sisma dei mesi scorsi. Faremo musica, spettacolo, regaleremo – lo speriamo – tanti sorrisi, ma faremo anche solidarietà. Con il numero 45500 supporteremo le popolazioni del centro Italia e il fatto che questo messaggio parta da una città come Potenza, segnata dal terremoto del 1980, avrà un valore oltremodo altisonante, perché la città sa cosa significa ricominciare da zero. Raccoglieremo i fondi per restituire identità e speranza alle città terremotate, per riportare la gente nelle loro case e i bambini nelle scuole.

Amadeus, nella frenesia di queste giornate avrai avuto modo di assaggiare qualche piatto potentino. Non conoscevo i peperoni cruschi, davvero singolari ma gustosi, come il vino e tutto ciò che mettete a tavola. A me poi piace assaporare, non sono un mangione, e la vostra cucina si lascia apprezzare lentamente e non delude.

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